La Leggenda della nascita della Sardegna
(dal n° 2 di Eventos 2004)
   "Il Signore, durante la creazione  del  mondo,  nel  momento
di  creare  e  plasmare  l'ultima  terra  emersa,  si  accorse  che
nella foga  del  suo  operato  aveva  consumato  quasi  tutto  il
materiale a sua disposizione.
   Egli, rimase con solo un ultimo cumulo di granito.
   Dispiaciuto  per  questo,  decise  comunque  di  versare  quel
ultimo cumulo di granito in mezzo al mare  e,  calcato  col  suo
piede calzato di un sandalo infuocato,  decise  di  regalargli  in
eterno la sua impronta e la chiamò Ichnusa  (impronta  del  Si-
gnore).
   Ma questa terra,  per  quanto  avesse  la  sua  impronta,  era
fatta di sola pietra e non poteva ospitare la vita dei  suoi  figli.
Si guardò attorno e si rese conto  di  aver  utilizzato  con  poca
parsimonia gli elementi della  Creazione,  e  così,  decise  di  ri-
stabilire l'ordine prendendo dai  vari  continenti  foreste  di  di-
versi tipi di alberi, piante  magnifiche,  fiumi  placidi,  torrenti,
spiagge di diversa  fattura,  pianure  ricche  e  rigogliose,  folti
pascoli per le greggi, dune dorate che ospitano stagni e insena-
ture pescose, baie ed approdi  per  i  suoi  figli,  alte  montagne
per dominare.
   Il Divino toglieva  alle  terre  troppo  ricche  e  ricomponeva
sapientemente sulla sua piccola ed ultima  creatura  e,  quando
ebbe finito, un dolce sorriso di letizia gli rallegrò il viso.
   Alla vista di quella terra, così  armoniosamente  varia  e  ric-
ca di  accenti  e  sfumature,  di  colori,  di  viste  e  prospettive,
tanto da farla assomigliare  ad  un  piccolo  continente,  decise
che la sua Opera era giunta alla fine e, allora, felice  di  averle
donato per sempre l'impronta del Suo Amore, decise di  ripren-
dere il suo viaggio, per continuare a scortare  le  stelle  del  fir-
mamento, come  un  buon  pastore  fa  con  il  suo  gregge,  nei
pascoli del cielo."
   Questa,  è  una  delle  numerose  leggende,  fiabe  e  racconti
mitologici che tempestano  l'universo  culturale  sardo,  una  di
quelle leggende che riescono a spiegare l'orgoglio di un popolo
per la propria cultura  e  per  le  proprie  radici,  che  spiegano
l'amore infinito, quasi ancestrale, che  un  sardo  prova  per  la
Terra che lo ha generato.
   Nata come Ichnusa, cambiò spesso nome in nome  della  cul-
tura che l'ha attraversata. Divenne Sandalia, Shardana ed ora
...Sardegna.
   Di questa terra, isola-continente, si  parla  sempre  e  sempre
con  amore.
   Si celano segreti ancestrali, si celano scontri epici,  si  celano
nascondigli divini e possedimenti eroici; lo  stesso  Hercole,  fi-
glio di Zeus, la attraversò in una delle sue fatiche e diede il suo
nome a quella che oggi è l'isola dell'Asinara.
   Leggende...ricchezza dei  popoli.   Senza esse  l'uomo  non  a-
vrebbe radici...nessuna identità, anche se "romanzata".
Senza di esse, senza identità, non sapremmo mai  da  dove  sia-
mo partiti e non sapremmo mai dove siamo diretti.
                                                                         (Gabriele Martis)
 
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